Quella che è una bellissima volata a due per la promozione in B, con il sorpasso dell'Avellino ai danni del Cerignola a poche curve dall'arrivo, rischia di trasformarsi in una gara di veleni. Soprattutto questa settimana, è stata macchiata da accuse fantasiose di presunti favoritismi (perché poi?) in favore dell'Avellino, arrivate per lo più da tifoserie avversarie che hanno la memoria corta, non vivono la quotidianità biancoverde, e non sanno magari quanti torti l'Avellino ha dovuto subire in tempi recenti. Dall'esclusione dal campionato di B durante l'era Taccone, fino all'arbitraggio di Avellino-Vicenza, che ha lasciato molti dubbi sull'operato di Zanotti nei confronti dei biancoverdi (vedi il mancato rigore su D'Ausilio e il doppio giallo evitato a Greco, il gol fantasma dell'Avellino, tra le altre), e che l'Avellino ritroverà domenica contro il Benevento. Favoritismi all'Avellino non ce ne vengono in mente, anche sforzandoci, basti vedere con quanta fatica negli ultimi anni, e in questa stagione, la famiglia D'Agostino sta provando a centrare quella serie B che ora finalmente sembra davvero vicina, e nessuno accetta che i meriti acquisiti sul campo vengano macchiati da presunti complotti.

Come l'esclusione di Taranto e Turris, che avrebbero favorito l'Avellino (ma ci sono delle regole da rispettare e l'annullamento di punti ha riguardato tutte le compagini di C), l'arbitraggio di Avellino-Potenza e il presunto rigore non dato per fallo di Enrici su Schimmenti (anche qui ci sarebbe da disquisire poiché è l'attaccante a far fallo per primo trascinando a terra Enrici), fino al flusso anomalo di scommesse in favore del Cerignola contro il Monopoli, tanto da far sospendere la scommessa ai bookmakers e ulteriori veleni sulla presunta regolarità della partita. 

Avellino sportiva non merita tutto questo, gli avellinesi sanno con quanta fatica si stanno meritando questo primo posto e quanto sarà difficile mantenerlo nelle prossime cinque partite, quando sarà consentito un margine di errore prossimo allo zero. Dietrologismi e complotti nel calcio ci sono sempre stati, ma quando non sono supportati da alcun fatto tangibile hanno il solo effetto di mettere in cattiva luce una società che con sacrifici economici e sportivi, sta finalmente provando a conquistare un traguardo tanto agognato. Squadra e staff non devono lasciarsi distrarre da questo ronzio di disturbo, e concentrarsi sono sul campo, che è il vero arbitro di questa affascinante sfida a distanza. Alla fine, come si suol dire, che vinca il migliore, senza bisogno di aiutini dall'alto più o meno fantasiosi.

Sezione: Copertina / Data: Ven 28 marzo 2025 alle 11:20
Autore: Domenico Fabbricini
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